Percorso e allestimento museale

Il percorso espositivo e l’allestimento museale sono stati progettati a metà degli anni Settanta e sono opera di due donne particolarmente autorevoli nei rispettivi ambiti scientifici e professionali: Elsa Fubini e Cini Boeri.

Il percorso espositivo
Elsa Fubini (1909-2003), torinese, ricercatrice dell’Istituto Gramsci di Roma, curatrice con Sergio Caprioglio della edizione Einaudi del 1965 delle Lettere dal carcere, ha costruito con rigore scientifico per i visitatori una vera e propria mappa concettuale della vita e dell’impegno politico di Antonio Gramsci. Nel percorso viene esposta una selezione di oggetti di Gramsci unitamente a documenti d’archivio, fotografie, lettere, articoli giornalistici, per ripercorrere cronologicamente i momenti più rilevanti della sua vita.

 

 

 

 

 

 

 

 
Il percorso è organizzato al primo piano della Casa Museo in tre stanze, una volta camere da letto della famiglia Gramsci.

I documenti e gli oggetti sono distribuiti secondo un criterio tematico o storico in 9 teche:
1. Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare
2. Dalla cella di Turi di Bari
3. La lingua sarda
4. Ghilarza, il territorio e i problemi di emancipazione della società sarda
5. Torino, l’università, la classe operaia
6. Da L’Ordine nuovo a L’Unità
7. La dittatura e l’arresto
8. La morte
9. Dopo Gramsci.
Le prime due teche sono situate nella Sala 6 del Museo, le altre sette nella Sala 7.
In una terza sala (Sala 8) – allo scopo di restituire al visitatore il senso della vita domestica e degli autentici affetti famigliari – è allestita una camera da letto con alcuni mobili provenienti dalla famiglia.

Per l’intenso lavoro di ricerca e per l’appassionato lavoro svolto per il Museo, nel 1986 il Comune di Ghilarza ha conferito a Elsa Fubini la cittadinanza onoraria, consegnatale dal critico d’arte ed ex sindaco di Roma Giulio Carlo Argan, nel corso delle celebrazioni per il 49° anniversario della morte di Gramsci.

Integrano ed arricchiscono il percorso le immagini e i suoni dell’Archivio multimediale della Casa Museo e, in particolare, le testimonianze di oltre quaranta contemporanei di Gramsci, personaggi noti e meno noti, personalità differenti che tratteggiano, ciascuna a modo proprio, la sua umanità. Audio racconti realizzati dalla nipote di Antonio Gramsci Mimma Paulesu Quercioli, figlia della prediletta sorella Teresina, in previsione dell’inaugurazione ufficiale del Museo del 1975: Affinché la Casa non divenisse un museo nel quale il messaggio ai visitatori fosse affidato esclusivamente ai documenti, agli oggetti e al materiale iconografico, cercammo qualcosa di più vivo e di più immediato.

Mimma Paulesu Quercioli

 

 

 

 

 

 

L’allestimento museale
L’allestimento museale è opera dell’architetto e designer milanese Cini Boeri (1924), la quale ha organizzato gli spazi della Casa per assolvere ad una duplice funzione: il primo piano è stato destinato a vera e propria zona espositiva, il piano terra a spazio di incontro e accoglienza durante le commemorazioni ufficiali.

Cini Boeri ha progettato le teche espositive in legno e cristallo presenti nelle Sala 6 e 7, e la parete ricurva di plexiglass situata all’ingresso della stanza in cui è predisposta la camera da letto (Sala 8), quasi a volerne tutelare l’intimità. Ha realizzato, inoltre, i pannelli a tutta parete con la riproduzione fotografica della lettera di Antonio Gramsci alla madre del 10 maggio 1928, posta a piano terreno nella Sala 1, e la gigantografia dell’immagine della cella del carcere di Turi di Bari (dove Gramsci è stato recluso dal 19 luglio 1928 al 19 novembre 1933), collocata al primo piano nella Sala 6.

L’allestimento è stato realizzato in modo da avere il minor impatto sull’ambiente e non turbare l’atmosfera evocativa e la quasi sacralità del luogo. Come lei stessa ricorda: nella casa di Gramsci ci sono sempre entrata in silenzio […] mi sono limitata a ripulire gli ambienti realizzando delle teche in cristallo per proteggere gli oggetti.

 

 

 

 

 

 

 

 
Quel lavoro ha portato più volte Cini Boeri a Ghilarza, le ha fatto conoscere gli abitanti del centro della Sardegna, gente ben diversa da chi viveva vicino ai centri turistici della costa: persone semplici, ospitali, dal forte orgoglio.

 Le ha fatto incontrare Emilio Lussu. Si deve a Cini Boeri anche il progetto del nuovo allestimento del piano terreno in corso di realizzazione.

 

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